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MILANO

«Creare un forte legame coi territori, ascoltando e dando risposte concrete»

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Non ha ancora avuto un attimo di tempo per fermarsi e godersi appieno il nuovo incarico. Alessandro Fermi, comasco, ex sindaco di Albavilla e sottosegretario regionale nell’ultimo mandato, sta ancora organizzando gli uffici e l’attività, ma nel frattempo ha cominciato le visite istituzionali che il suo nuovo ruolo di presidente del Consiglio regionale gli impone: «Ogni nuovo ruolo porta un periodo di assestamento abbastanza complicato e duro. Sto approntando la nuova squadra e sto mettendo i primi paletti sui quali poggerà tutta la mia attività. Non mi faccio certo prendere dall’ansia, ma in questo momento c’è bisogno di una mia presenza assidua a Milano, per cui tutta la mia vita è stata stravolta. Credo che all’inizio dell’estate, quando la macchina sarà avviata, potrò respirare di più. Certo essere presidente del Consiglio regionale è molto impegnativo, soprattutto perché ci sono tanti impegni istituzionali. Però ho scoperto che è un ruolo che mi piace e che apre prospettive importanti anche per il territorio».

Ha già individuato quale sarà il punto fermo del suo mandato da presidente?«Uno dei temi che ho toccato sin da subito e che desidero sia alla base di tutto il mio lavoro è la creazione di un forte legame con i territori. In questo momento in cui le Amministrazioni provinciali hanno perso la loro funzione di raccordo con i Comuni, che secondo me era importantissima per l’architrave istituzionale, credo che rapportarsi direttamente con il territorio sia fondamentale».In che modo pensa di poter svolgere questo ruolo di raccordo?«Per esempio cercando una corsia preferenziale per i comuni piccoli, per far sapere loro che esistono possibilità che magari non conoscono, bandi attraverso i quali Regione Lombardia li può aiutare, supporto professionale per uffici comunali che hanno pochissimi dipendenti...».Ha trovato qualche interlocutore interessante in questo contesto?«Sicuramente l’Anci. Abbiamo avviato un protocollo d’intesa con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani per supportare le amministrazioni locali, anche sul fronte istituzionale».Intende anche proseguire le «100 tappe in Lombardia», il viaggio di lavoro del Consiglio regionale attraverso il territorio lombardo, che sono state avviate dal suo precedessore Raffaele Cattaneo?«Certamente è stato un lavoro che non può e non deve essere disperso. Come lo struttureremo, però, è ancora presto per dirlo... Ho qualche idea per ritararlo, per esempio, collegandolo con il tema dell’autonomia. Auspicando che ci sia presto un Governo, credo che l’ascolto delle autonomie locali sia fondamentale per ridefinire le competenze. Il nostro viaggio potrebbe quindi diventare quello delle “100 tappe nell’autonomia”».Avendo fatta la «gavetta» in Comune, in Provincia e poi anche in Regione probabilmente avrà già bene in mente qualche esempio...«Provenendo da un territorio lacuale mi viene in mente ad esempio che gli amministratori di quelle zone chiedono da sempre una maggiore vicinanza con gli Enti di navigazione laghi. Regionalizzare queste competenze potrebbe essere un primo passo...».Altre idee?«Passando dal lago alla montagna, credo sia fondamentale pensare al mantenimento delle comunità che abitano in montagna. Per questo ho costituito una commissione ad hoc. Se vogliamo che le persone continuino ad abitare anche le zone montane dobbiamo pensare a un sistema premiale affinché questi comuni possano concorrere ai bandi pubblici. Se non andiamo in quella direzione, le proprietà comunali si andranno via via deteriorando e quei paesi diventeranno presto paesi fantasma. Istanze di questo genere vanno assolutamente ascoltate: gli amministratori da anni mettono in evidenza questo genere di problematiche, bisogna ascoltarli ma anche dare risposte concrete».La sua prima uscita istituzionale da presidente del Consiglio regionale è stata al Salone del mobile: come ha visto le aziende brianzole?«Ho respirato un grande entusiasmo, sia negli stand della fiera sia nei giorni successivi. Spero che poi questo entusiasmo si trasformi anche in ordini: vorrei essere un portafortuna, visto che è stata la mia prima uscita nel nuovo ruolo!».Per chiudere, cosa spera che succeda a Roma per il Governo?«Da cittadino mi auguro che venga messa subito mano alla nuova legge elettorale, di modo che la prossima volta che si va alle urne chi vince poi possa anche governare. Da presidente del Consiglio regionale, invece, spero si faccia presto un Governo per avere un interlocutore. I numeri ci dicono che è complicato trovare una soluzione: personalmente piuttosto che un Governo tecnico o di responsabilità preferisco che si torni alle urne con un’altra legge elettorale. Il Governo Monti lo ricordo come il peggior Governo dal dopoguerra...».

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Autore:pia

Pubblicato il: 07 Maggio 2018

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