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MILANO

Verso le elezioni, il valore dell’Europa spiegato ai giovani Il ricordo di Antonio Megalizzi e Barto Pedro Orent-Niedzielsk, uccisi negli attentati a Strasburgo

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Un forum organizzato dall'Ufficio del Parlamento europeo a Milano martedì 22 gennaio ha acceso i riflettori sulle elezioni che si terranno il 26 maggio.

Tenuto nello Spazio Avanzi e in piena marcia di avvicinamento al voto, l'incontro è servito sia a fare il punto sulle politiche che l'istituzione mette in campo per favorire gli orizzonti delle nuove generazioni in Europa sia a ricordare Antonio Megalizzi e Barto Pedro Orent-Niedzielsk, i due giovani che hanno perso la vita negli attentati di Strasburgo lo scorso dicembre.

Tre i pilastri dell'azione europea a favore dei giovani: le conferme di Erasmus +, Corpo europeo di solidarietà ed Europa Creativa. Ma accanto agli strumenti tradizionali, troviamo anche due recentissime piattaforme. La prima è Stavoltavoto.eu, che sensibilizza a recarsi alle urne; la seconda, invece, è “Cosa fa per me l'Europa” e ricerca le opportunità che l’Unione offre sul nostro territorio. «Si continua a parlare di Europa tout court e si fa fatica a capire che il Parlamento e gli altri organi dell’Unione formano una realtà complessa. La nostra è un'Europa amica dei giovani e del loro futuro. Mette in campo progetti, programmi e finanziamenti», così ha fotografato l'attuale situazione il presidente Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio del Parlamento Ue a Milano.

La mattinata è stata densa di testimonianze di giovani che hanno avuto esperienze all'estero e ne hanno approfittato in termini umani e professionali, molti dei quali hanno voluto seguirne la falsariga fino a creare occasioni di comunità e volontariato anche a Milano. L'invito a recarsi alle urne è stato lanciato da Martina Scaccabarozzi, giovane reduce da una collezione di esperienze in campo europeo. «Nel 1951 siamo stati tra i fondatori dell'Unione e l'Italia ha appoggiato la costruzione di pace. Ricordiamoci che oggi deteniamo tre delle cariche più importanti dell'Unione. Quindi schiavi di chi e di che cosa? Oggi in Europa decidono gli Stati nazionali. In ogni votazione si chiede infatti l'unanimità».

«Amava la radio, la politica, il giornalismo, l'Europa e aveva grazia ed empatia per le persone». Questo il ritratto umano e lavorativo di Antonio Megalizzi, di cui è stata data lettura davanti al pubblico dell'Avanzi poco dopo. Parole tratte dalla lettera del giornalista Andrea Fioravanti. «Antonio e Barto sono morti insieme mentre stavano facendo lo stesso lavoro. Non scorderò mai i discorsi di Antonio a Parlamento europeo vuoto. Abbiamo perso il migliore di noi». Parole che arrivano mentre la famiglia Megalizzi continua a ricevere offerte per mantenere vivo il ricordo di Antonio, con l'idea di creare iniziative strutturate, e uno degli studi radiofonici con sede al Parlamento è stato intitolato proprio al nostro connazionale.

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Autore:fmh

Pubblicato il: 28 Gennaio 2019

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