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MILANO

Stesso lavoro, salario diverso: ridurre il divario tra uomo e donna

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Lavorare gratis 58 giorni all’anno. È questa, in media, la condizione delle lavoratrici nei Paesi dell’Ue. Ancora oggi, infatti, le donne in Europa continuano a guadagnare in media il 16,2% in meno degli uomini. Il 3 novembre prossimo - Giornata europea per la parità retributiva - rappresenta simbolicamente il momento in cui le donne smettono di essere pagate rispetto ai loro colleghi uomini. Le cause del divario retributivo sono molteplici: le donne lavorano il più delle volte a tempo parziale, all’interno di un’azienda hanno sopra di sé il cosiddetto “soffitto di cristallo”, lavorano in settori in cui le retribuzioni sono più basse o, spesso, devono occuparsi in prima persona della famiglia. Per ridurre il divario retributivo di genere già l’anno scorso la Commissione ha varato una serie di misure per il biennio 2018-2019. Nelle prossime settimane verrà lanciata una consultazione pubblica per verificare l’effettivo impatto di queste misure e per raccogliere idee su come migliorarle. Accanto alla misure normative, la Commissione ha stanziato 3,3 milioni di euro per finanziare progetti miranti ad abbattere gli stereotipi concernenti l’orientamento professionale e le scelte di carriera. La parità retributiva di genere passa anche per una migliore conciliazione tra vita privata e professionale e per una diversa ripartizione della cura della famiglia tra uomini e donne. A questi obiettivi s’ispira il pilastro europeo dei diritti sociali che prevede, tra l’altro, almeno 10 giorni di congedo parentale retribuito per i neopapà.

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Autore:ces

Pubblicato il: 29 Ottobre 2018

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