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MILANO

Massetti: «Situazione drammatica» «Il volume d’affari 2020 chiuderà con un calo del 25/30% , una perdita non recuperabile nel 2021»

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Eugenio

«È un disastro: a marzo e aprile abbiamo perso il 61% del fatturato, a maggio c’è stato un recupero e il volume d’affari ha registrato un calo del 43%. La situazione è drammatica, ma quel che è peggio è che non si vedono provvedimenti efficaci, seri e idonei a rilanciare l’economia».

Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia e timoniere dal lontano 2009 di Confartigianato Brescia, oltre che titolare della Compagnia della Stampa di Roccafranca, non è abituato a usare iperbole, conosce bene il significato delle parole, ma questa volta non usa mezzi termini per descrivere il difficile momento che stanno attraversando le micro e piccole imprese.

Massetti conosce molto bene la base delle aziende che fanno parte di Confartigianato Lombardia: 94.000 realtà che danno lavoro a mezzo milione di persone.

Ed è molto preoccupato.

Dopo due mesi di lockdown come sta riprendendo il lavoro?

«Con la pandemia abbiamo perso i mesi migliori, sono dati impressionanti, ma non vedo prospettive di ripresa tali da recuperare questo minor fatturato entro la fine dell’anno. Il volume d’affari del 2020 chiuderà mediamente con un calo del 25/30% E questa perdita non riusciranno a recuperarla nel 2021».

Ad agosto le aziende più strutturate non chiuderanno. E’ d’accordo?

«Perché c’è qualcuno che vuole fare le ferie? Non dimentichiamoci che molti lavoratori hanno consumato le ferie all’inizio del lockdown, poi è arrivata la CIG, che rappresenta un bel problema».

In che senso?

«Non bastano le nove settimane approvate dal Governo, serviranno almeno altre quattro settimane. La Cassa integrazione costa dai 5 ai 6 miliardi al mese allo Stato e questo provocherà inevitabilmente un aumento del debito pubblico. Altro che prelievo forzoso servirà per mettere a posto i conti italiani…».

Come giudica i provvedimenti messi in campo dal Governo Conte?

«Inefficaci. Tutti questi soldi annunciati non sono ancora arrivati: molte Partite Iva sono rimaste a bocca asciutta, troppe imprese hanno difficoltà ad accedere ai prestiti, sottolineo prestiti che poi devono essere restituiti, non soldi a fondo perduto. E non tutti i lavoratori hanno ancora ricevuto i soldi della Cassa integrazione».

Cosa serve per rilanciare l’economia?

«Sino ad oggi il Governo ha privilegiato i provvedimenti assistenziali, dopo il reddito di cittadinanza ha varato il reddito di emergenza. Così non si va da nessuna parte. Bisogna pensare alle imprese, a chi crea lavoro, a chi distribuisce ricchezza sul territorio, altrimenti assisteremo a una moria di aziende e a un preoccupante aumento dell’occupazione. Bastava fare come hanno fatto Usa, Germania, cioè versare sui conti correnti delle aziende soldi a fondo perduto, soldi veri per non chiudere. Quel tronfio di Trump ha pure annunciato un grande programma di investimenti nelle infrastrutture. Noi cosa abbiamo fatto? Nulla! Il Governo poteva almeno sospendere tutte le tasse. Settimana scorsa invece abbiamo pagato l’Imu, ma le pare normale in un momento del genere? C’è il rischio di una rivolta».

Addirittura?

«Il panorama che vedo oggi è preoccupante. Sento troppi colleghi imprenditori artigiani amareggiati, delusi, sfiduciati; molte imprese accusano anche noi associazioni di rappresentanza di fare poco per difenderle. Prima o poi si ripresenterà un movimento molto simile a quello dei forconi, ma più forte. I partiti di Governo litigano tra di loro, hanno perso il contatto con la realtà e non capiscono quello che sta succedendo. Il premier Giuseppe Conte dice sì a tutti ma non accontenta nessuno. Si discute su cosa fare, di chi sono le competenze, ma manca un’idea di Paese, un piano industriale, un progetto per il futuro. Questi guardano solo i sondaggi… C'è un'incompetenza generale».

Anche tra le fila del centrodestra?

«Certamente, non faccio distinzione alcuna. Non capisco la scelta di disertare gli Stati generali. Sono state fatte tante commissioni, task force e ora pure gli Stati generali, dove, per l’opposizione, era presente solo Forza Italia. Lega e Fratelli D’Italia hanno sbagliato a disertare. Il messaggio che passa è che l’opposizione se ne frega dei problemi del Paese, non vuole confrontarsi e non ha soluzioni da proporre. Maggioranza e opposizione parlano di altro. Chissenefrega di chi sarà il candidato governatore della Campania o della Puglia. Vogliamo che si discuta dei problemi e di come risolverli. Ecco perché sono preoccupato».

Insomma ci aspetta un autunno caldo…

«Caldissimo. I mesi di luglio e agosto saranno deboli, la ripresa di settembre non potrà essere esaltante. Poi c’è l’incognita della seconda fase dell’epidemia e del vaccino. Tutto ciò condizionerà la ripresa dei consumi. A settembre inizieremo a fare i conti con chiusure e disoccupazione. I numeri, già adesso, sono critici: la Camera di Commercio di Brescia ha già registrato la chiusura e mancate nuove iscrizioni per centinaia di attività e lo stesso sta avvenendo negli altri enti camerali lombardi».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 22 Giugno 2020

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